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Ultima riunione logistica dei volontari della Treviso Marathon 1.2 ieri sera ad Arcade

In corsa, ancora una volta, per far correre gli altri. Questa è la maratona dei volontari, che ieri sera, lunedì 23 febbraio, si sono incontrati per l’ultima riunione logistica prima della Treviso Marathon 1.2 di domenica 1 marzo. Ieri, ad Arcade, ospiti nelle meravigliose sale del Relais Barco Zonca, tanti gli “angeli dei volontari” presenti. Un incontro utile per predisporre le ultime strategie logistiche in vista della gara.

“Il mio grazie immenso va a loro, ai volontari – commenta il presidente del comitato organizzatore, Lodovico Giustiniani – una preziosa e insostituibile risorsa, senza la quale la maratona non si potrebbe fare. A loro dico grazie, perché lavorando nell’ombra, offrendo generosamente il loro tempo, con impegno, passione e grande amore per lo sport, oltre che con le competenze acquisite negli anni, ci consentono di offrire una manifestazione di alto livello”.

Gli oltre 1800 volontari dovranno occuparsi di logistica della partenza, del posizionamento degli striscioni lungo i 42,195 km, della raccolta e della consegna delle sacche, della carovana, delle motostaffette (aprendo la strada ai podisti), della gestione dei tratti di percorso, dei ristori e degli spugnaggi, della preparazione nei giorni precedenti la Treviso Marathon e della consegna tra sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo dei pacchi gara, di posizionare e predisporre il corretto funzionamento dei gonfiabili, di accogliere e seguire i disabili e i top runners e fare loro da interpreti, se necessario, di guidare le autovetture al servizio della corsa e degli spostamenti, di sistemare le indicazioni dei chilometraggi, della sicurezza stradale. E ancora di predisporre il ponte telefonico, occuparsi della logistica in partenza e arrivo, delle premiazioni, degli allestimenti sul Ponte della Priula, della Maratona dei Cuccioli, della MoohRun, di Expo Run ed Expo Natura. Soprattutto, una volta arrivato al traguardo l’ultimo concorrente, per loro inizierà un’altra maratona. Quella per disallestire tutto e poter riaprire le strade al traffico il prima possibile. Solo allora potranno definirsi “finisher” anche loro.