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Stefano La Rosa sceglie la Treviso Marathon 1.2 per il suo debutto sulla distanza

Se l’anno scorso era stata una maratona dai profumi e dai sapori africani, quest’anno la Treviso Marathon sarà azzurra. Stefano La Rosa ha infatti scelto, per il suo debutto sulla distanza, la maratona trevigiana che domenica 1° marzo 2015 prenderà il via da Conegliano, per arrivare, dopo 42,195 km, in viale Burchiellati a Treviso. Sarà lui l’uomo di punta della manifestazione, che si “tinge” così di metalli importanti. La Rosa, toscano originario di Grosseto, tesserato per il gruppo sportivo dei Carabinieri, arriverà nella Marca con al collo il bronzo a squadre conquistato lo scorso dicembre in Bulgaria, a Samokov, agli Europei di Cross (a livello individuale ha ottenuto l’ottavo posto). Lo scorso agosto, agli Europei di Zurigo, si è piazzato inoltre ottavo nei 10.000 in pista, dove vanta un personale di 28’13”62 (2012). Da quest’anno ha deciso di provare anche la maratona e Treviso sarà il suo grande obiettivo 2015. Ieri, domenica 1° febbraio, ha vinto la Mezza Maratona delle Due Perle di Santa Margherita Ligure (GE) con il tempo di 1h03’26”, lasciandosi alle spalle l’azzurro di maratona Ruggero Pertile. Il crono siglato in Liguria è, a oggi, la seconda prestazione mondiale stagionale sulla distanza, dopo quella del turco Ali Kaya (1h01’21”). La Rosa vanta sui 21,097 km un personale di 1h02’15”, risalente alla Roma-Ostia del 2012.

“Ho scelto Treviso perché è una maratona giusta per questa mia prima esperienza – commenta il ventinovenne – a lungo sono stato indeciso tra Roma e Treviso, ma poi Migidio Bourifa (responsabile dei top runners, ndr) mi ha convinto che una dimensione più contenuta era quello che mi ci voleva”. Allenato da Claudio Pannozzo, La Rosa ha iniziato a preparare la sua fatica a settembre, dopo Zurigo, inserendo anche gare di cross, utili, inizialmente, per “fare forza” e non perdere il necessario “agonismo” che si può sviluppare solo gareggiando. Sabato 10 gennaio ha gareggiato al Great Edinburgh XCountry, sfida a squadre tra Gran Bretagna, Stati Uniti ed Europa, dove si è piazzato ottavo, primo degli europei. “La preparazione sta andando bene, in Liguria ho fatto un buon test, visto che ho corso per 21 km completamente da solo e su un percorso mosso – sottolinea La Rosa – la prossima settimana inserirò un altro lungo e poi nelle ultime settimane inizierò a diminuire il carico. Tra fine 2014 e inizio 2015 ho fatto lavori diversi rispetto a quelli utili per i 10.000, arrivando a fare anche 35-36 km, distanze inusuali per me. In questo periodo sto facendo 12-13 sedute settimanali di allenamento”. A inizio anno, a differenza di molti suoi colleghi azzurri, non è volato in Africa per affrontare periodi di stage in altura. “Ho preferito allenarmi a casa, per essere seguito passo a passo dal mio allenatore – aggiunge – inoltre dopo un periodo in altura non sai mai come reagisci, se puoi godere o no degli effetti positivi. Per sicurezza sono rimasto ad allenarmi sulle mie strade. In realtà ho trovato anche qui l’Africa, visto che ho potuto svolgere ripetuti lavori a Siena con i mezzofondisti della nazionale ugandese, tramite il Tuscany Camp di Giuseppe Giambrone. E devo dire che mi hanno tirato il collo bene, i ragazzi ugandesi”.

La Rosa non vede così l’ora di debuttare sui 42,195 km. “La prima maratona è sempre un punto interrogativo – dice il toscano – spero di correre in 2h13′ – 2h14′, di certo correrò il più forte possibile. Dovrò esser bravo a dosare bene le mie energie nella prima parte di gara. Invito inoltre i trevigiani a venire a fare il tifo per me e per tutti i partecipanti. Un pubblico caloroso mi farà da ulteriore stimolo”. Proprio la maratona potrebbe essere per l’otto volte campione italiano (dal 2009 nei 5.000 – dove vanta un PB di 13’23”58 – , nei 10.000 e nella mezza maratona) il futuro prossimo, anche se il suo 2015 dopo l’esperienza di Treviso proseguirà con i 10.000 in pista. “Sto diventando “vecchietto” e quindi necessariamente le distanze si allungheranno ma per ora non abbandono i 10.000, del resto anche Meucci ha dimostrato che si possono correre sia la maratona che i 10.000″, conclude il mezzofondista.

Al maschile, Bourifa sta procedendo con le trattative per delineare una gara di alto livello. In campo femminile, è in via di definizione la start list.