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Keith e Raffaella, due “prof” in corsa alla Treviso Marathon 1.3

La coneglianese Raffaella “porterà” una classe dell’Istituto Turistico Da Collo lungo 42,195 km, l’insegnante inglese in pensione sta correndo 26 maratone in ordine alfabetico

Una Treviso Marathon di progetti. Come quelli che stanno portando avanti due maratoneti “speciali” che domenica 6 marzo indosseranno il pettorale della maratona nell’edizione 1.3. Si tratta di due professori, l’inglese Keith Simpson e la coneglianese Raffaella Rossi. Il primo ha deciso di correre 26 maratone in ordine alfabetico, mentre la seconda farà partecipare una sua classe alla 42,195 km grazie al progetto “I can, I win, la prima sconfitta è non provarci”. 

Keith, 66 anni, insegnante di fisica in pensione, vive a Caterham, piccolo villaggio a 20 miglia a sud di Londra. Una decina d’anni fa ha iniziato a camminare e correre la sera per rilassarsi e mantenersi in forma. La svolta nel 2013, quando la figlia (poi diventata specialista delle ultramaratone, con anche un secondo posto all’Atacama Desert 2014) gli regala l’iscrizione a una mezza maratona. A spingerlo a correre di più e di più i risultati proprio della figlia Cat e del genero Jon, che tra l’altro ha corso la Treviso Marathon del 2012. “L’idea mi è venuta tornando dalla mezza maratona di Marsiglia – racconta Keith – scorrendo la lista delle maratone sul retro di una rivista ho cercato di capire se fosse davvero possibile correre 26 maratone in ordine alfabetico in paesi diversi. Ho corso la prima maratona nel 2013, 8 ne ho corse nel 2014 e 9 nel 2015. Ho dovuto viaggiare in luoghi distanti e correre anche in weekend consecutivi proprio per incastrare le maratone in ordine alfabetico”. Il suo personal best è di 3h51’27”, ma l’obiettivo di Keith non è correre il più veloce possibile, ma portare a termine le sue 26 maratone (le ultime dovrebbero essere quelle di Xiamen e Zurigo). Poi sicuramente il prof si inventerà qualcos’altro, probabilmente correre 50 maratone in 50 paesi diversi. “Ma prima voglio correre a Treviso e dopo fare un giro a Padova – aggiunge – da fisico mi piacerebbe vedere dove Galileo ha fatto gran parte del suo lavoro”. 

Raffaella Rossi invece è un’insegnante di educazione motoria dell’Istituto Turistico Da Collo di Conegliano (e anche allenatrice della Scuola di Maratona di Vittorio Veneto) che ha deciso di coinvolgere una delle sue classi nel progetto “I can, I win, la prima sconfitta è non provarci”. “Incoraggiata dal preside Vincenzo Gioffrè e da Deborah Ventriglia, insegnante di sostegno della classe in questione, ho pensato di proporre questo progetto legato allo sport – afferma Raffaella – l’obiettivo è di dimostrare che ciascuno può dare un piccolo contributo, con le proprie forze, sia nelle attività sportive, così come nella vita. Insomma, vogliamo veicolare l’idea che la prima sconfitta è non partecipare. Ad aprile andremo dagli Arcieri del Castello, ora tocca alla Treviso Marathon. Faremo fare tutta la maratona a una ragazza in carrozzina, che sarà spinta da me, dal papà, da alcuni miei compagni di squadra della Scuola di Maratona di Vittorio Veneto. Saranno coinvolti tutti i compagni di classe della ragazza. Alcuni correranno con noi in diversi tratti del percorso e tutti saranno pronti a correre insieme nelle ultime centinaia di metri indossando le magliette con lo slogan “I can, I win, la prima sconfitta è non provarci” che acquisteremo e stamperemo grazie ai nostri partner, la Gelateria Nettuno di Conegliano e il Caffè Principe di San Vendemiano. Tutti non vedono l’ora di partecipare. Per i miei alunni il progetto si svilupperà poi con la visita della mostra “Scienza e sport” al museo di Montebelluna proprio il giorno dopo la Treviso Marathon, lunedì 7 marzo. Faranno inoltre altre attività in classe sempre in chiave di cittadinanza attiva”.